Aggressione omofobica a un 25enne nei vicoli, le associazioni LGBTQIA+ lanciano l’allarme: «Cresce il clima d’odio»

Coordinamento Liguria Rainbow: «Hanno sdoganato la violenza». Arcigay: «Ci aspettiamo una condanna netta da parte di tutte le forze politiche e dell’opinione pubblica». Dure prese di posizione di Regione, Comune, Pd e Avs

«Apprendiamo con sgomento della brutale aggressione a sfondo omofobico subita da un 25enne nei vicoli della nostra città – dicono al Coordinamento Liguria Rainbow -. Un’aggressione che purtroppo non fa che confermare quanto ormai lo sdoganamento dei reati d’odio – e dell’odio in generale – sia diffuso, nel silenzio assordante delle istituzioni che se ne rendono complici. Chi ci governa e amministra fomenta più o meno volutamente questo clima, attraverso nomine, battute e persino alleanze nazionali e internazionali con soggetti che dell’odio omolesbobiatransfobico fanno bandiera. Quello che è successo nei vicoli sarebbe potuto succedere a chiunque di noi. Ognun* di noi, come testimoniamo i fatti di cronaca, è espostə alla bieca e cieca violenza di chi vorrebbe le nostre soggettività relegate nell’ombra, se non addirittura cancellate. Quanti sono gli episodi non denunciati? Quante di queste aggressioni non raggiungono la ribalta mediatica? Hanno sdoganato la violenza, hanno affossato il DDL Zan che avrebbe consentito di apportare aggravanti specifiche per episodi come questi, trincerandosi dietro una missione sconsiderata contro un’ideologia gender che esiste solo nelle teste di chi ha paura di ciò che non comprende. Chi odia vorrebbe che fossimo noi ad aver paura per le nostre vite».

«Da parte del Coordinamento Liguria Rainbow – concludono all’associazione – esprimiamo solidarietà al ragazzo vittima di questo gravissimo episodio e agl* amic* che lo hanno difeso. Alle istituzioni, al governo, agli odiatori seriali che gettano benzina sul fuoco, va tutto il nostro biasimo. E una promessa: non smetteremo mai di lottare per i diritti, non faremo un passo indietro. Non lasceremo sol* nessun*. Non torneremo ad avere paura. Mai».
L’aggressione a carattere omofobo avvenuta nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 gennaio ai danni di alcuni ragazzi nelle vie del centro storico di Genova viene commentata anche da Arcigay. «Insulti e violenza di gruppo ai danni di un venticinquenne motivate esclusivamente dal suo orientamento sessuale – si legge in una nota -. Un episodio che si inserisce in un crescente clima di odio e di attacchi verso persone e luoghi della comunità LGBTQIA+ che accomunano Genova, Roma, Milano, Bologna e Napoli dall’inizio del 2025. Questo trend, evidenziato dagli articoli di stampa dell’ultimo mese, mette in luce una situazione di crescente insicurezza in tutto il Paese. Sosteniamo con forza la scelta di sporgere denuncia alla Questura di Genova da parte del ragazzo aggredito. Denunciare permette sia di rintracciare gli aggressori sia di restituire alla stampa, alla politica e alle forze dell’ordine un quadro sempre più reale delle violenze e delle aggressioni che su tutto il territorio nazionale sono caratterizzate da un movente omolesbobiatransfobico. A fianco della denuncia, ci aspettiamo una condanna netta da parte di tutte le forze politiche e dell’opinione pubblica, per mostrare da un lato piena solidarietà e cittadinanza a ogni persona LGBTQIA+ aggredita e dall’altro per evidenziare che nella nostra regione non c’è spazio per nessun tipo di discriminazione o intolleranza. Discriminazioni e aggressioni simili vengono registrate da anni dalla Rete Nazionale dei Centri Antidiscriminazione LGBTQIA+, di cui fa parte anche Arcigay Genova con il Centro Antidiscriminazioni Approdo Sicuro. Nella nostra regione sono pochi e isolati gli episodi di questo tipo che raggiungono la cronaca, ma esiste un sommerso di discriminazioni che grazie al lavoro del Centro Antidiscriminazioni Approdo Sicuro di Arcigay Genova, operativo da 3 anni, stiamo iniziando a far emergere. Se si contano anche gli episodi di bullismo e intolleranza motivati da orientamento sessuale e identità di genere il bilancio è decisamente negativo. La Rete Nazionale dei Centri Antidiscriminazione LGBTQIA+, a cui aderiamo come Centro Antidiscriminazioni Approdo Sicuro di Arcigay Genova, conferma che il numero e la gravità delle violenze contro la comunità LGBTQIA+ sta aumentando su tutto il territorio nazionale».
«La Legge Regionale 52/2009 della Liguria recante “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”, dopo una iniziale implementazione ad alcuni regolamenti istituzionali, è rimasta senza una reale attuazione e senza risvolti concreti nel combattere questo tipo di discriminazioni – proseguono ad Arcigay -. Una legge al tempo promettente, che permetterebbe la realizzazione di eventi culturali e formativi sostenuti da Regione, Province ed Enti Pubblici in collaborazione con le associazioni, campagne di sensibilizzazione diffuse sui nostri territori. Oggi queste azioni sono rimesse alle risorse e alla volontà di associazioni ed enti privati, quando invece è importante che anche la politica e le istituzioni locali si impegnino sul tema. Ci uniamo alle voci delle recenti manifestazioni di Milano e Roma per chiedere alla politica regionale e nazionale di agire tempestivamente per la promulgazione di leggi a sostegno della comunità LGBTQIA+».
«Regione Liguria condanna con fermezza l’aggressione che si è verificata, tra venerdì e sabato scorsi, ai danni di un giovane nel centro di Genova, e ripudia ogni forma e tipo di violenza, in particolare quelle legate al genere o all’orientamento sessuale – fanno sapere il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore alle pari opportunità Simona Ferro -. Nel nostro territorio non c’è posto per la discriminazione, di ogni tipo, che sia fisica o verbale: su questo tema non può esistere nessuna forma di tentennamento. Ci auguriamo che, su questo episodio in particolare, venga fatta chiarezza e vengano individuati nel più breve tempo possibile i responsabili».
«Condanniamo con forza il gravissimo episodio di omofobia che ha avuto come vittima un ragazzo, nel centro storico, lo scorso fine settimana». Lo dichiarano il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi e l’assessore alle Pari Opportunità Francesca Corso «Questo episodio è un’offesa per la nostra città, una città storicamente aperta, accogliente e del rispetto. Questa aggressione vile e inaccettabile rappresenta una violazione dei diritti fondamentali di ogni individuo: sosteniamo con determinazione la scelta del ragazzo aggredito, a cui va la nostra vicinanza e solidarietà, di denunciare l’accaduto alle autorità competenti, affinché i responsabili vengano identificati e puniti».
«L’aggressione omofoba avvenuta a Genova chiama tutti a un’assunzione di responsabilità e attenzione – commentano Davide Natale segretario PD Liguria e Simone D’Angelo segretario metropolitano PD Genova -. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al ragazzo vittima di questo gravissimo episodio che condanniamo fermamente e con forza. È importante che questi episodi vengano denunciati e che non cadano nel silenzio, perché azioni come queste non possono essere più tollerate e devono essere rigettate dalla società. Condividiamo e facciamo nostro il richiamo alla politica e le sollecitazioni arrivate da Arcigay e Liguria Rainbow. Sarà nostro impegno affinché si creino sempre più le condizioni per una cultura del rispetto, contro ogni discriminazione o gesto omofobo. Verificheremo che la legge regionale del 2009 che garantisce la parità di diritti di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere diventi pratica concreta in ogni sua parte, per prevenire e contrastare ogni gesto che leda i diritti di una persona. Contro la narrazione di chi, anche all’interno delle istituzioni, si sottrae al dovere di combattere le discriminazioni e tutelare tutti i cittadini. Lavoreremo per favorire i momenti di confronto e per far crescere nella società la consapevolezza dell’importanza del rispetto verso ogni individuo».
«Esprimo la mia vicinanza al ragazzo che venerdì notte è stato vittima di una aggressione omofoba. Gesti come questi sono da condannare fortemente e in modo netto. Non bastano più le parole, la politica tutta deve dare un segnale chiaro e forte e schierarsi contro ogni forma di discriminazione e violenza. Questi attacchi discriminatori non sono più tollerabili. Mi impegnerò affinché la Regione metta in atto ogni azione per promuovere una cultura del rispetto verso ogni individuo», così il capogruppo del PD Liguria Armando Sanna.
«La serata di venerdì si è trasformata in una violenta aggressione per un venticinquenne, malmenato nei vicoli di Genova solo perché gay . commentano Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, e Jan Casella, consigliere regionale del partito -. È incredibile, nel 2025, trovarsi ancora di fronte a episodi di intolleranza di questo tipo. Eppure sono la nostra realtà”. C’è però poco da stupirsi: la destra che governa fomenta di continuo l’odio contro la comunità Lgbtqia+. Oltre alle discriminazioni sul lavoro e le discriminazioni a scuola, viviamo un periodo di discriminazioni istituzionali, come la guerra legale del Comune di Genova contro i figli delle coppie omogenitoriali. Oppure l’ostilità di Regione Liguria contro l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. È fondamentale per le vittime di aggressioni omofobe riuscire a denunciare, con la sicurezza della tutela da parte dello Stato e senza il timore di trovarsi di fronte a istituzioni ostili e non formate per offrire il supporto necessario. Non bisogna certo far ricadere la responsabilità dell’eventuale mancata denuncia sul singolo”, aggiungono i rappresentanti di AVS nel consiglio regionale ligure. È ora di avere una legge contro l’omolesbobiatransfobia, per combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’appartenenza di genere. E approvare una Carta contro le molestie nei luoghi di lavoro. Aumentare i fondi per le case arcobaleno e i centri antiviolenza. Riconoscere le famiglie omogenitoriali. Introdurre la carriera alias nelle scuole e nella pubblica amministrazione. Patrocinare e sostenere i Pride in regione. Le istituzioni per prime devono promuovere conoscenza, cultura, inclusione e solidarietà. Domani presenteremo un ordine del giorno in Consiglio Regionale per chiedere a tutte le forze politiche di condannare con forza il gesto e di mettere in atto una serie di azioni per prevenire l’omotransfobia».


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